We’ve been driving all the way
From Chicago to L.A.
Then to Zopa U.S.A! Cheers
I brindisi in rima: un classico per noi.
A San Francisco siamo stati invitati a cena in un buon ristorante italiano dagli amici di Zopa U.S.A. e abbiamo improvvisato qualche terzina anche in inglese. Il risultato e’ stata una buona cena e una divertente serata, proseguita nella dancefloor di un club del centro. Vogliamo ringraziarli per l’ospitalita’ e la simpatia dimostrata, nonche’ per i buoni consigli che ci hanno dato.
San Francisco ti conquista lentamente, ma ha la capacita’ di stregarti. Prima ti avvolge nella sua nebbia estiva, poi offre viste mozzafiato dalle ripide colline, infine ti regala serate indimenticabili.
Il tratto piu' famoso di Lombard Street, a zig-zag sulla collina
Messicani, Italiani, Cinesi, Giapponesi: sono questi gli abitanti della citta’. Americani di nascita, ma ognuno fiero delle origini del proprio DNA. Cresciuti insieme come in una grande famiglia, hanno dato vita ad una citta’ davvero unica ed affascinante.
Prima l’abbiamo sognata. Poi l’abbiamo ascoltata nei cd degli anni ‘90. L’abbiamo cercata. Infine raggiunta. California here we are!
Eccoci in California, lo Stato delle palme. Del cinema. Dei surf e degli skate. Lo Stato della Silicon Valley, il distretto informatico piu’ importante del mondo. Google, Apple e Hp sono solo alcuni dei frutti di questa terra innovativa.
A Los Angeles abbiamo camminato lungo la Walk of Fame, i marciapiedi di Hollywood Boulevard dove sono disegnate delle stelle che riportano i nomi dei mostri sacri del cinema, della musica e dello spettacolo. Davanti al Kodak Theatre una parata di finti Elvis, Marylin e Superman accoglie i turisti per una foto, rendendo un po’ banale questa camminata contemplativa.
Attraverso le ville di Bel Air e Beverly Hills abbiamo raggiunto le spiagge di Venice Beach e Santa Monica. La prima e’ molto folkloristica, affollata di surfisti principianti e artisti di strada, mentre Santa Monica e’ piu’ riservata ed esclusiva.
Il giorno successivo abbiamo visitato Santa Barbara, cittadina sul mare molto bella e caratteristica, dove gli skaters ci hanno deliziato con tricks ed evoluzioni tra le rampe.
Ora siamo a Santa Cruz, paradiso dei surfisti. Le foche li osservano mentre cavalcano le onde. Riusciremo a resistere alla tentazione di surfare anche noi tra esse?
Las Vegas e’ il paese dei balocchi. La chiamano sin city, citta’ del peccato. Gioco d’azzardo. Prostituzione. Alcool a fiumi. Silicone e belle auto. Lo slogan e’: what happens in Vegas, stay in Vegas.
Qui il gioco d’azzardo e’ una religione e i casino’ i suoi templi. Pochi credenti, tutti praticanti. Alcuni di noi si sono concessi qualche colpo vincente alle slot machines, altri qualche mano sfortunata al tavolo del poker. Texas Hold’em no-limit, il Poker per eccellenza.
GLI ALBERGHI DI LAS VEGAS
A Las Vegas gli alberghi ricreano ambientazioni a tema, e tutti hanno il casino’ all’entrata. C’e’ il Venetian, con tanto di canale e gondole, il Luxor dentro la piramide, il Paris e la Tour Eiffel, l’esclusivo Bellagio, colosseo e fontane nel Caesar Palace. Noi abbiamo scelto il Luxor, come consigliato da molte fonti amiche. La struttura e’ molto affascinante e le camere spaziose e pulite. Per raggiungere la nostra stanza al 21imo piano della piramide si usa l’inclinator, un’ascensore che segue un percorso obliquo. Cose da pazzi. Cose da Las Vegas!
Il fascino del Texas
I colori del New Mexico
I deserti dell’Arizona.
Il Grand Canyon e’ un dono che trascende la nostra esperienza. La sua bellezza ed estensione ci lasciano senza parole. Mozza il fiato. Sussurra voci antiche, le voci delle origini della Terra. La sua eternita’ stimola un confronto con la nostra breve esistenza.
Mentre osserviamo a bocca aperta questo spettacolo geologico, scateniamo le macchine fotografiche per immortalare questo attimo infinito senza tempo e senza spazio.
Il Canyon vale veramente un biglietto per gli Stati Uniti.
Le pianure dell’Illinois
Il sole del Missouri
I bufali dell’Oklahoma.
Il viaggio e’ catartico. Purificante. Noi e la strada. Sempre uguale, sempre nostra. Sempre strada.
Un'immagine dell'inizio della Route 66
Dove possibile riprendiamo la route 66, ormai orfana della gloria del secolo scorso, ma sempre frizzante e colorata. Una strada che ha ospitato generazioni di viaggiatori, di sogni e di peccati. L’anima dell’America, l’anima di chi cerca di inseguire il sole verso ovest per poterlo cogliere pieno d’oro in riva all’oceano. E dargli il significato che sente proprio. Speranza, ricchezza, conoscenza.
Dobbiamo andare e non fermarci finche’ non siamo arrivati.
Dove andiamo?
Non lo so, ma dobbiamo andare. (Jack Kerouac – On the road)
Ecco il nostro tour verso la west coast!
E’ iniziato alla grande, a bordo di un mostro della meccanica, una Nissan Xterra 4.000 V6. L’acceleratore va solo sfiorato perche’ le 75 miglia orarie sono un limite inviolabile, per fortuna ci pensa il cruise control a mantenere la velocita’ costante e ad evitare continue correzioni.
Due giorni a Boston sono sufficienti per rinfrancare lo spirito in vista delle prossime, impegnative, tappe.
Nella piu’ anglosassone delle metropoli americane troviamo le statue di Cristoforo Colombo e Larry Bird, il quale sembra vincere nettamente in termini di popolarita’ sull’italico navigatore. Una pinta di Guinness ci ricorda che in questa citta’ scorre sangue irlandese, nonostante Little Italy sia in fermento per la festa della Madonna della Cava.
MELTING POT – A TAVOLA:
In sei giorni abbiamo degustato cibo di varie etnie, da veri cittadini del mondo: riso thailandese, hamburger americani alti come grattacieli, deliziosi ravioli cinesi, pasta italiana al tonno, burritos mexicani e per finire un po’ di sushi.
Unica costante la mancia (Tips), che negli Stati Uniti e’ necessario lasciare ovunque, a prescindere dal servizio offerto.
La visita al Guggenheim Museum inaugura la giornata, dedicata al giro completo nel cuore di Manhattan con bicicletta a noleggio. Niente doping, solo sete di conoscenza.
La parte piu’ spettacolare e’ stata senza dubbio la traversata del ponte di Brooklyn, sul quale ci siamo soffermati ad ammirare la skyline e la Statua sella Liberta’. Al ritorno una visita a Wall Street, cattedrale dell’economia mondiale: sebbene sia un luogo ammaliante quanto un miliardo di dollari, non ha confronto con il fascino architettonico di Piazza Affari a Milano.
Vista della Statua della Liberta' dal ponte di Brooklyn
Sveglia non troppo mattutina, prendiamo la metropolitana fino alla City Hall.
Da qui’ comincia la nostra indimenticabile camminata: i grandi cantieri di Ground Zero poi risalendo Tribeca, Soho, Little Italy e Chinatown,
dove ci abbuffiamo in un ottimo ristorante dalle dosi decisamente americane.
Nel pomeriggio ancora a piedi verso Union Square, raduno di turisti in cerca di ombra e di artisti di strada in cerca di gloria, infine la caledoscopica Times Square, che nulla ha da invidiare alla londinese Piccadilly Circus.
Vista di Times Square
Stremati e con i piedi dolenti rientriamo per una bella cena a base di pasta nel nostro giardino all’aperto: affittare l’appartamento e’ stata un ottima scelta!
Vale la pena girovagare per le strade a tre dimensioni di Manhattan perdendosi tra le street e le avenue con gli occhi al cielo, a cercare il limite verticale di questa città senza limiti.
Dal nostro appartamento nella residenziale Upper East Side raggiungiamo la 5th Avenue e Central Park, dentro il quale respiriamo la distesa atmosfera della Sunday morning americana. Il pomeriggio è dedicato alla visita al Moma, Museum of Modern Art, dove trascorriamo ore piacevoli tra Gaudì, Picasso, Matisse, Kandinsky ed altri artisti moderni.
Ecco una visione originale degli Stati americani del pittore Jasper Johns:
What’s the purpose of your visit?
Coast to coast, Sir!
Non abbiamo mai visto Stefano così convinto. Diretto, spavaldo. Come se il viaggio sull’aereo Virgin di Richard Branson ci avesse convinto della bonta’ delle nostre intenzioni, della verita’ del coraggio di rischiare.
Il doganiere nippo-americano, colpito, ha voluto sapere le tappe del nostro viaggio, per poi salutarci nel migliore dei modi possibili: Welcome to America!